Euticals fa shopping sul mercato cinese

Con due mosse a pochi giorni una dall’altra, Euticals prova il gran salto nel mercato farmaceutico globale e diventa il secondo produttore italiano di principi attivi dopo Acs Dobfar.

 

La prima operazione, chiusa il 31 dicembre 2010, è l’acquisizione del 30% della cinese Tianma Tanji che produce principi attivi e farmaci pronti per la commercializzazione diretta ("dosage form") ed è stata realizzata da Mandarin CP, il fondo italocinese che con il 60% controlla Euticals. Quest’ultima partecipa all’acquisizione con il 5%. La seconda operazione, realizzata direttamente da Euticals e firmata il 7 gennaio, è l’acquisizione dal fondo di diritto olandese TowerBrook Capital Partners del 100% di Archimica, azienda con 600 dipendenti sparsi in 6 stabilimenti tra Italia (Origgio, in provincia di Varese), Francia (2), Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel 2010 ha fatturato 120 milioni di euro, l’ebitda è stato di 10 milioni. Sul valore dell’operazione acquirente e venditore hanno mantenuto il riserbo, ma ai multipli attuali rispetto all’ebitda si può stimare una forchetta compresa tra 50 e 70 milioni di euro. Per il 30% di Tianma Tianji, che ha fatturato 25 milioni di euro, Mandarin e Euticals spenderarmo invece 10 milioni.
«Euticals ha 320 dipendenti e cinque stabilimenti, tutti intorno a Milano. Anche se il 95% del fatturato è realizzato all’estero - ha spiegato Maurizio Silvestri, presidente e a.d. della società - eravamo un’azienda nazionale. Con Archimica saremo tra i primissimi operatori in Italia e tra i maggiori al mondo nel settore dei principi attivi. Tianma Tianji inoltre ci permette di entrare nel mercato cinese dei prodotti finiti e di incrementare il portafoglio prodotti con i peptidi». L’obiettivo «è diventare player globale del settore, con circa 200 principi attivi registrati in tutto il mondo, dall’oncologia ai cardiovascolari e ai gastrointestinali, con sostanze per il sistema nervoso centrale e controllate ad azione psicotropa». Ciò dovrebbe consentire «di servire meglio le grandi società farmaceutiche che oggi tendono a ridurre il numero dei fornitori». Per quest’anno, il nuovo gruppo «punta a 230 milioni di fatturato e a un ebitda di 40 milioni», di cui il 40% negli Usa, altrettanto in Europa e il 20% nel resto del mondo, soprattutto Cina e India. «L’ingresso nel capitale di Tamma Tianji, operazione per la quale è stato di grande supporto il team cinese di Mandarin - ha affermato Silvestri - dovrebbe farci crescere soprattutto in Cina, dove nei prossimi cinque anni il mercato farmaceutico dovrebbe raddoppiare, fino a diventare il secondo del mondo dopo quello americano. In generale, comunque, ci concentreremo nei cosiddetti pharma emerging market». L’obiettivo è fare, da qui a due anni, un ulteriore salto «per raggiungere la massa critica di 400-500 milioni di giro d’affari. Perciò stiamo già pensando alla quotazione in Borsa, per il 2013». Dove? «Milano, Londra o Hong Kong, a seconda di quale piazza riterremo più adatta alle nostra strategie di sviluppo». Le sinergie generate dall’acquisizione «saranno organizzative, a livello di strutture centrali, e commerciali con politche di cross selling. Lo stabilimento italiano di Archimica - assicura Silvestri - non subirà modifiche dell’assetto produttivo».

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